“Letterina a una cugina”
Kuri, tesoro, io no ho scritto che la mia vita era segnata a 12 anni...ho letto un libro che ha ampliato i miei orizzonti...che credo sia fondamentale per una ragazzina di 12 anni appunto...e poi credo che la fantasia non sia tutto...non credo di essere una persona con i piedi per terra...e letture che ti aprono nuovi mondi, non devono parlare necessariamente di qualcosa di irreale...
"pragmatica"...."dottoressa in economia"...penso di sognare spesso ad occhi aperti troppo a volte…rischio di vivere più di la che di qua…
Per me lettura di intrattenimento è qualcosa che ti fa divertire…se poi si riesce a conciliare divertimento alla possibilità di conoscere qualcosa di più del mondo che ci circonda…o quantomeno opinioni diverse dalle mie…io leggo pure la notte (quando la mattina dopo la sveglia suona alle 7.00 …si intende!).
La vera fantasia…non è quella che ti fa vedere maghi folletti e fate in un bosco…dove magari ci sono veramente…ma che ti fa vedere il grigiore e la noia quotidiana con degli gnomi che ti girano intorno…e una fata turchina che ti viene a salvare….e tu lo sai mi è parso di capire…
Se ad una persona piace l’economia e fa pure lo sforzo di spiegarlo al mondo e il mondo risponde che è noioso, va benissimo!!!…ma io c’ho provato, se a uno non interessa e non vuole fare lo sforzo di capire è una sua scelta, ma allora non fare certe affermazioni, non mi etichettare come "pragmatica"associandolo a"dottoressa in economia”…perché ciò vuol dire che non riesci a capire la “magia”(licenza poetica non è azzeccato come termine) che si può creare dietro tutte le cose che ci circondano…non dico che devi condividere una mia passione, ma aprire il tuo cervellino e pensare, che se tu non conosci una cosa (perché è dici che è noiosa) non puoi neanche giudicarla…
Non so se i tuoi ripetuti commenti volessero essere polemici o meno…non importa, hai detto che sono “pragmatica”, può essere vero, ma volevo specificare…potevo mandarla per e-mail…ma tu l’hai scritto qui e io la pubblico qui…poi After si era spaventato lo volevo rassicurare…
Poi detto tra noi…non è che sono una secchiona che legge tutti i giorni tutti i giornali…faccio proprio quello che gli altri riterrebbero il minimo sindacale….ed il bello è che lo faccio solo perché mi va di farlo…perché sono curiosa…e penso che questa sia davvero una virtù!
P.s. State pronti che l’altro giorno sono andata ad una lezione di economia monetaria2…era una “ficata” mò arriva un post….
Il mio giornalista preferito
…è Vittorio Zucconi, a cui sono fedele dalla tenera età (avrò avuto 12 anni) in cui mi hanno regalato un suo libro …e dal quale sono rimasta affascinata…è stata la lettura da cui ho imparato più cose in assoluto…
Ebbene lui ha riaperto una “rubrica” su Repubblica on line, di cui è anche il direttore, chiamata per l’appunto “Lettere al direttore”…che io suggerisco caldamente a tutti voi…una lettura serale, da sostituire a qualche inutile programma televisivo, la sera…
I lettori mandano delle e-mail a cui lui risponde in modo ironico e sarcastico il più delle volte ma anche molto tagliente…
Lui vivendo a New York, segue da vicino la situazione politica Usa, ed ha scritto più di un libro sull’argomento. La sua posizione politica è chiara ha tutti, non l’ha mai nascosta: di sinistra anti-Bush e anti-Berlusconi per eccellenza.
Riguardo questo voglio fare un appunto, a me le continue storielle su questi “eminenti” uomini politici, mi hanno proprio stufato…sono inutili fine a se stesse, l’unica funzione è avere un argomento di conversazione alternativo al calcio…e sinceramente dato che sono causa di continui sfaceli non mi diverte parlarne… a mio parere, se si parla di argomenti spiacevoli/seri bisogna evitare di continuare a soffermarsi su qualsiasi cretinaggine detta da persone la cui capacità di governare un paese è palesemente inesistente, e la cui attuale carica è dovuta a tutti altri “meriti”, e magari cercare di capire veramente cosa ci sia alla base e cercare di capire, ascoltando, ciò che sicuramente abbiamo da imparare…
Detto questo, i giornali che in articoli di cronaca (poi negli editoriali o nelle opinioni ognuno dice ciò che vuole), giocano a batti e ribatti usando parole estrapolate da discorsi, mi innervosiscono…se racconti qualcosa devi spiegare, non costruire castelli su parole…
In tutto ciò Zucconi emerge come paladino dell’uomo che capisce…che elabora intelligentemente le migliaia di informazioni raccolte in una vita passata in giro per il mondo, non esprime pareri neutrali tutt’altro, ma grazie alla capacità comunicativa, qui è merito della natura, non mi infastidisce…e questo è una gran cosa. Le lettere a cui risponde non sono sempre interessante, ma anche il modo in cui lui ne deride gli autori è interessante…
Troppo avanti o troppo indietro?
Un ragazzo con cui sono stata capace di parlare, durante una cena con 20 persone in torno, per più di un'ora di scrittori e libri...mi ha mandato questo, per suggerirmi il libro in cui è contenuto: zoe trope "scusate se ho quindici anni". Adesso vedete..l'avrei potuto scrivere io...ma l'autrice aveva veramente 15 anni quando l'ha scritto...questo è grave...ho lei troppo avanti...o io troppo indietro...
La colpa del risultato la diamo al procedimento, d’accordo? E’ per colpa del bloc-notes che adopero, della penna che uso, per l’ora che scelgo.
E’ perché scrivo a mano e non a macchina, perché penso troppo veloce, è perché uso la destra.
Perché ho quindici anni. Perché sono femmina.
Perché certe volte mi siedo al tavolo di un ristorante con quattro persone che hanno il doppio dei miei anni e impugno la forchetta e infilzo maccheroni e pollo.
Chissà se pensano soltanto che sono carina. Buffa. Strana.
E’ perché ascolto musica mentre scrivo, per l’illuminazione sbagliata, perché penso a troppe altre cose. E’ perché tute le anziane signore dalle teste candide fanno spesa all’Emporium.
E’ perché sono la peggiore critica di me stessa. E’ perché sono tutti innamorati di me. E’ perché sono giovane e con la smania di piacere e ho fatto questo perché volevo che lui mi apprezzasse.
E’ perché voglio la bambola con le mie sembianze, voglio il mio cartone animato del sabato mattina, il mio cestino del pranzo e la mia linea di biancheria.
E’ perché mi mangio le unghia mentre scrivo o non scrivo, perché non scrivo tutto quello che penso perché penso troppo e scrivo troppo poco.
E’ sempre irraggiungibile, è sempre sulla punta delle mie dita. La persona che voglio essere non esiste, non posso essere lei perché sono me...perchè faccio tutto, perché sono testarda, perché penso di essere brutta, perché la ragazza che voglio essere è bella sempre e lo sa, perché la ragazza che voglio essere ha i polsi sottili ma continua a scagliarsi contro la società che rovina l’immagine delle donne e la ragazza che voglio essere scrive con la sinistra nel suo bloc-notes perfetto, con la sua penna perfetta,
e non ha mai dubbi su niente di ciò che fa,
e non scriverebbe mai niente del genere.
Tocca leggere il libro……per capire…
Ps.L’ironia è sempre ammessa perché abbiamo deciso che tutti siamo “liberi”…ma per favore evitate le banalità…
P.P.s. Potrei averlo scritto io…quasi in tutte le sue parti…forse in tutte se si accetta di interpretare metaforicamente alcune parti tipo: “ho fatto questo perché volevo che lui mi apprezzasse”..tutto ciò lo specifico per evitare "pettegolezzi” "superflui".
….economia politica è fonte e condizione della ricchezza e del benessere
di intere comunità di uomini…..
Chi disprezza la logica è generalmente la stessa persona che vi mette in
guardia contro l’economia politica. È spietata, vi dirà e attribuisce valore a
fatti spiacevoli. Dal mio punto di vista non c’è niente di più spietato della
legge di gravità non si fa scrupolo di spezzare il collo all’uomo migliore e
più amabile che trascuri anche solo per un istante di prestarle attenzione.
Anche i venti e le onde sono spietati: ma consigliereste a chi va per
mare di negare i venti e le onde, invece di addomesticarli al proprio fine
trovando modo di proteggersi dal pericolo?
John
Stuart Mill
Questa
è la citazione che ho inserito nella mia tesina di laurea…nell’ultima pagina
perché sapevo che non sarebbe piaciuta al mio severo giudice ovvero al mio prof.
J.S.Mill riteneva l’economia una scienza fondamentale nell’educazione dei
giovani, e quindi da inserire nei programmi scolastici, perché attraverso la
conoscenza dei suoi meccanismi ci si sarebbe potuti proteggere da essi. Il prof
non è d’accordo mi ha di fatto mostrato entusiasta un articolo che parlava del
movimento nato per eliminare il Premio Nobel dell’economia. Infatti a
prescindere dal fatto che Alfred Nobel non abbia mai previsto la sua creazione,
che risale al 1969 ad opera della Banca Centrale di Svezia, si sostiene che
l’economia non sia una scienza esatta, e dunque l’attribuzione di valore scientifico
a tali teorie minerebbe la credibilità dello stesso premio. Mai il punto su cui
si spinge maggiormente è che il premio il più delle volte si stato attribuito
(come nel 2004) ad economisti della scuola di Chicago che sostengono tesi
monetariste avvaloranti ad esempio l’importanza dell’indipendenza delle banche
centrali nazionali. Questo per i profani si tradurrebbe nel sostegno a
politiche monetarie restrittive che oltre ad avere aspetti antidemocratici
qualora fossero estreme porterebbero ad una pesante redistribuzione della
ricchezza a vantaggio dei detentori di capitale.
Secondo
questi l’economia è dunque un’ideologia, le tesi sostenute non sono di fatto
mai dimostrabili (di fatto è una “scienza sociale”…c’è anche il premio per la
letteratura…mica la letteratura è una scienza…mah!) e il più delle volte la
loro applicazione avvantaggia i detentori di tali conoscenze provocando
svantaggi a coloro che non ne dispongono. Ciò andrebbe contro l’intento posto
da Nobel nell’istituire tale premio. Per alimentare la polemica si dice come le tesi della teoria neoclassica, quella
dominante, incentrate sulla fede nella “mano invisibile” del mercato, non abbiano
un fondamento reale. Uno studio rivela come lo stesso Darwin nella sua teoria
dello sviluppo non sosteneva la sopravvivenza del più adatto, la selezione dei
migliori grazie ad un contesto competitivo ma era più interessato alla capacità
umana di costruire rapporti di reciproca fiducia e considerava lo sviluppo come
di un atteggiamento altruistico come un fattore del successo umano. La teoria
dei giochi giunge ad una conclusione analoga, e anch’essa è stata riconosciuta
per la sua rilevanza attraverso l’assegnazione di un premio nobel ai suoi
ideatori.
….dunque
siamo alle solite la conoscenza da degli strumenti, che bisogna saper applicare.
Non sarà l’eliminazione del premio Nobel all’economia, nato più che altro per
colmare la mancanza di un Nobel per la matematica, questo si dovuto ad una
scelta di Alfred, a cambiare lo stato di benessere
di intere comunità.
é stata dura....ma adesso il mondo è tutto
MIO,mio,MIO,mio,MIO,mio,MIO,
MIO,mio,MIO,mio,MIO,mio,MIO,
MIO,mio,MIO,mio,MIO,mio,MIO....
Adesso mi posso permettere di regredire....
Se questo vi procura problemi, prendetevela con coloro che mi hanno indirettamente autorizzata, regalandolmi il gstto laureato e ballerino e pure canterino..con tanto di palloncini...e chi mi ha regalato un biglietto che canta e luccica così tanto che sembra una pubblicità diu Las Vegas...
Mi hanno fatto sentire importanti... mi sono arrogata anche il diritto di pensare di essere una persona molto in gamba....
Su questo ultimo punto si prega di non fare commenti banali...indesiderati, inappropriati e soprattutto gratuiti...
La circostanza che sia tutto mio...non è uno stato danimo....
IKEA
In un viaggio a Stoccolma
ho comprato un gran numero di piccole renne-pupazzo…molto carine con le loro
corna, felpette e sciarpine…ho proposto di mettere a tutte un nome per
distinguerle, e cognome Ikea…lo so è scemo ma innocente…fino a quando ho ricevuto
via e-mail una serie di battuttine tra cui:
Qual è il nome più bello
per una ragazza?
Ikea: è svedese, costa poco,
te la porti subito a casa e te la monti in 5 minuti!!
Commento: Raccapricciante!
Sensi di colpa
Avrei dovuto augurare a tutti uno sfavillante 2005..ma non
l’ho fatto….
Avrei dovuto parlare dello tsunami…ma non l’ho fatto...(questa
è stata una scelta più che altro!)
Avrei dovuto raccontarvi del capodanno festeggiato…
Avrei dovuto cambiare template…almeno un bel vestitino per
l’anno nuovo…
Avrei dovuto farvi fare 4 risate riportando qui i classici
“simpaticissimi” sms del 6 gennaio…
Avrei dovuto dirvi che ho scoperto lo “spasimante
misterioso”che si è rivelato un deludente ex (che non lo è manco per
niente)spasimante molto poco misterioso e molto palloso!
Avrei dovuto raccontarvi del senso di liberazione
dell’ultimo esame della mia lauretta…
Avrei dovuto parlare di regali inaspettati, abbracci e complimenti inaspettati,
senso di smarrimento( non interiore…proprio fisico!), parenti scomodi e calore
familiare, strampalate indagini socio-geografiche, amore a 16anni e 36
meravigliosi euro vinti al mercante in fiera…
ma il 2005 è iniziato silenziosamente…è
ancora presto ma sono un po’ nervosetta per l’incalzante sessione di laurea…con il buon proposito
di tornare al più presto per dare buone notizie. Per ora vi saluto…
Sono molto contenta che voi qui giunti, abbiate avuto modo di esercitare così la vostra fantasia......partendo da uno spazio vuoto...lo farò altre volte è un esperimento sociologico interessante...ma non volontario!
La verità non la svelo
...segreto....
"99francs"
“Il governo basato su manganelli e plotoni di esecuzione,
carestie artificiali, imprigionamenti e deportazioni di massa, è non soltanto
disumano(cosa che oggi come oggi non preoccupa nessuno più di tanto), ma
provatamente inefficiente e questo in un era tecnologicamente avanzata, è un
peccato contro lo Spirito Santo. Uno Stato totalitario davvero “efficiente”
sarebbe quello in cui un onnipotente comitato esecutivo dei capi politici e il
loro esercito di direttori soprintendessero a una popolazione di schiavi che
ama tanto la propria schiavitù da non dovervi neanche esservi costretta. Far
amare agli schiavi la loro schiavitù: ecco qual è il compito ora assegnato
negli stati totalitari ai ministeri della propaganda, ai caporedattori dei
giornali e ai maestri di scuola.”
Questa è una citazione di Aldous Huxley posta all’inizio di “lire
26.900”(99francs
nell’originale titolo francese)di Frederic Beigbeder la mia lettura natalizia. Parla
di un uomo di successo che mollato dalla compagnia inizia ad odiare il mondo in
cui vive (quello della pubblicità)e vuole distruggerlo. Nella prima pagina c’è
un’altra citazione “Ciò che non siamo in grado di cambiare, dobbiamo almeno
descriverlo” e questo è il proposito dell’autore che era realmente un
pubblicitario di successo , era perché dopo la pubblicazione è stato licenziato.
L’ho letto tutto di un fiato scritto, benissimo e molto originale anche se il
finale è un pò troppo romanzato per i miei gusti…praticamene si suicidano ¾ persone(ehmm non mi è molto chiaro il numero
esatto)…non vi arrabbiate…non ho svelato il finale….capite chi è morto!